Come prendersi cura della kentia
In questo articolo ci si occuperà sinteticamente della cura di una pianta d'appartamento particolarmente diffusa: la kentia.
In pochi sanno che la kentia è una vera e propria palma, non a caso le sue origini sono da ricercare nei paesi tropicali bagnati dal Pacifico. In realtà la sua crescita è lentissima, ma lasciata allo stato selvatico o adeguatamente curata può raggiungere anche i 18 m di altezza. Questa pianta è particolarmente resistente e quindi può adattarsi facilmente a qualsiasi ambiente comprese le zone poco luminose. Le condizioni di coltura ideale prevedono un ambiente poco riscaldato in cui la temperatura si aggiri sui 10°C ed in cui si possa evitare il contatto diretto con la luce del sole. Nell'arco di tempo che intercorre tra la primavera e l'autunno è necessario annaffiare spesso ed in quantità notevoli la pianta (orientativamente una kentia di media grandezza necessita in quel periodo di 1/2 litro d'acqua ogni 2 giorni). Durante il periodo invernale invece le innaffiature vanno ridotte limitandosi a una somministrazione settimanale mai superiore al 1/2 litro d'acqua a razione. Parecchio importante è pulire e spolverare spesso le foglie. A questo scopo tornerà utile un nebulizzatore o un panno umido. Soltanto a crescita avvenuta sarà possibile trapiantare la kentia in un vaso più grande. Il terriccio dovrà essere un impasto di letame, torba, terra matura e foglie. In caso di moltiplicazione dell'esemplare si potrà procedere esclusivamente utilizzando il seme. Questo dovrà essere interrato o in autunno o in primavera. L'aspetto più importante del procedimento è quello inerente la temperatura dei locali che dovrà mantenersi stabilmente sui 25°C. In ogni caso il trapianto va effettuato con cadenza biennale scegliendo sempre vasi non troppo grandi. La prima germinazione avverrà a una distanza massima di 8 mesi dall'impianto. Un espediente per ridurre i tempi di cura della pianta può essere quello del vaso a riserva d'acqua che darà alla pianta una prolungata autonomia idrica (circa un mese e mezzo). In questo caso il trapianto dovrà essere effettuato mettendo nel vaso un primo strato di argilla espansa per poi procedere regolarmente con la formazione del terriccio. Il vaso a riserva d'acqua pone la pianta nella necessità di essere annaffiata ogni 2 giorni con 1/2 litro d'acqua per i primi 3 mesi a prescindere dalla stagione di travaso. In ogni caso è consigliabile far coincidere il travaso con il periodo primaverile o autunnale.