Come coltivare la calendula

Pubblicato il da animadamianto

Questo articolo tratta della coltivazione della calendula. Argomenti del testo saranno quindi le tecniche colturali e le tecniche di prevenzione delle possibili malattie che possono interessare la pianta.

La calendula ha origini africane e cresce spontaneamente nelle regioni dell'area mediterranea. Questa pianta ha una taglia media (non supera infatti i 60 cm) e non è una sempreverde. Quando è in fase vegetativa produce grandi fiori gialli o arancioni. La calendula ha la capacità di sopravvivere in diverse zone climatiche e geologiche; ciò significa che può essere coltivata a qualsiasi latitudine e in varie tipologie di terreni. Questa pianta, infatti, sopporta sino a 600 metri di altitudine purché possa godere di una buona esposizione alla luce.

Sarà preferibile mettere a dimora la calendula in terreni organicamente ricchi, umidi, aerati e molto ben drenati. Un buon accorgimento è quello di non ripetere la coltura sullo stesso terreno. Quest'ultimo, soprattutto nel caso di semina diretta, va lavorato in modo da evitare che si formi la crosta sul terriccio.

In climi miti si dovrà praticare la semina in autunno. In climi più rigidi, benchè la pianta sopporti temperature pari ai -2°C, si preferisca optare per una semina primaverile o in alternativa seminare in cassone alla fine della stagione fredda e porre a dimora tra aprile e maggio. La concimazione richiede integratori di fosforo e potassio, ma scarse dosi di azoto. La calendula non richiede annaffiature se non in caso di prolungata siccità; qualora si dovesse annaffiare la pianta (necessità che si paleserà comunque ogni 3 settimane) è bene non andare oltre i 3 bicchieri d'acqua onde evitare successivo marciume radicale.

La calendula richiede l'esposizione diretta ai raggi solari. Durante il periodo primaverile è bene somministrare alla pianta un trattamento insetticida ad ampio spettro associandogli anche un fungicida sistemico.

La raccolta dei fiori deve avvenire manualmente. La calendula, oltre ad avere una funzione estetica, ha anche delle note proprietà medicinali. In virtù di questa caratteristica è bene recidere la pianta soltanto nella fase annuale di tempo balsamico e successivamente essiccarne la parte utile al trattamento. Una curiosità riguardante la calendula: questa pianta è capace di eliotropismo positivo cioè riesce a direzionare spontaneamente i propri fiori in modo da seguire i movimenti del sole nell'arco della giornata.

Calendula

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